MUSEO AERONAUTICA MILITARE VIGNA DI VALLE

ITALIAN AIR FORCE MUSEUM
Il Museo Storico dell’Aeronautica Militare di Vigna di Valle
Il Lago di Bracciano è di per sé un’affascinante meta turistica: castelli, riserve naturali, acque limpide, archeologia, campings, spiagge sabbiose, mini crociere, sport, folclore, buon cibo e la cordiale accoglienza che caratterizza gli abitanti di Anguillara, Bracciano e Trevignano, i tre borghi medioevali adagiati sulle sponde del mitico specchio d’acqua, rendono la vacanza oltremodo piacevole.

Un’idea valida tutto l’anno
Fiore all’occhiello dell’offerta turistico-culturale del comprensorio laziale è il Museo Storico dell’Aeronautica Militare di Vigna di Valle, che ha organizzato una conferenza stampa presentata dal Comandante dell’Aeroporto, Colonnello Alessandro Gresta, presentata dal Direttore della prestigiosa istituzione, Tenente Colonnello Massimo Mondini, il cui tema era Il Museo Etico tra Storia e Innovazione.
“Finalità del progetto - ha sottolineato Massimo Mondini - sono la qualità nell’accoglienza e la fidelizzazione di già conosce la struttura, che intende promuovere sempre nuove iniziative: mostre, convegni, filmati, solidarietà, eventi istituzionali e presentazione del territorio. Così operando, il Museo non trascurerà mai il visitatore, verso cui, oggi più che mai, vanno indirizzate particolari attenzioni. Ecco spiegata l’eticità del progetto che comprende l’avviato processo analitico teso ad individuare il target dei frequentatori. La sfida è: differenziare il pubblico fra offerte e strategie mirate, affinché ognuno diventi partner attivo del programma”.
Da quanto emerso dal cordiale incontro, compito della struttura è soprattutto raccogliere, restaurare, conservare, esporre e valirizzare il materiale aeronautico storico-scientifico ivi esistente. Come ad esempio l’originale pallone aerostatico più antico del mondo, la cui storia, o leggenda che sia, risale al 16 dicembre 1804, giorno dell’incoronazione di Napoleone, primo imperatore dei Francesi, quando per celebrare l’evento il colonnello Garnerin, aeronauta e costruttore di mongolfiere, fece volare dallo spazio antistante la cattedrale di Notre Dame il gigantesco pallone, il quale, sospinto da forti correnti, cadde proprio alle porte di Roma. La collezione presenta, comunque, ben altri cimeli: a comunciare dal barchino idroplano progettato dagli ingegneri del Genio, Gaetano Arturo Crocco e Ottavio Ricaldoni, che in gran segreto progettarono e fecero volare qui nel 1908, l’N1, primo dirigibile militare italiano. Fra i pezzi rari della collezione di velivoli (nome coniato dal D’Annunzio), curato dallo staff dell’AM coordinato dall’instancabile Mondini, suscitano ammirazione negli appassionati e nelle scolaresche che ogni giorno dell’anno affollano gratuitamente il Museo, che mette a disposizione anche aree attrezzate per pic-nic e passeggiate nel verde. Fra i numerosi reperti ammirat spiccano l’italiano Caproni CA.3 e il Macchi Handriot HD1 (entrabi del 1946) appartenuto all’asso Flavio Torello Baracchini; il velocissimo Ansaldo SVA5 interamente costruito in Italia nel 1917, divenuto leggendario per aver effettuato voli memorabili, primo fra tutti quello su Vienna del 9 agosto 1918, compiuto dalla Squadriglia Serenissima al comando di Gabriele D’Annunzio.
E poi trimotori, idrobiplani come il SIAI S 56 con galleggianti alari costruito nel 1929 dall’Ing. Marchetti; e quanto altro inerente il volo, fino alla nascita dei temibili Spitfire MK IX inglesi del 1936; dei moderni FIAT G55 Centauro del 1942; degli Stinson L5 Sentinel USA dello stesso anno; dei PD 808 del 1964 (unico aereo da trasporto a reazione nato in Italia); dei Panavia Tornado (Germania-GB-Italia) del 1974. E ancora velivoli di legno e tela, motori, equipaggiamenti e strumentazioni, tutto amorevolmente restaurato e nesso a punto con dedizione maniacale dal personale volontario; nonché l’ampio settore didattico dedicato alle grandi Crociere di massa di Italo Balbo e le Imprese polari di Umberto Nobile,
L’inestimabile patrimonio rappresenta la testimonianza della passione che gli aviatori di tutte le epoche hanno messo a disposizione della collettività contribuendo alla sicurezza e al progresso tecnologico del Paese. Il museo, oltre a vivere della sua storia, è uno spazio multifunzionale fatto di scambi culturali, di business e luogo di formazione. Per far si che il processo di crescita possa svilupparsi armonicamente vi è la necessiutà di cercare nuove sinergie e collaborazioni esterne per poter crescere e pesare il meno possibile sul bilancio pubblico. Nobile intento per una nobile missione che nel presente e nel futuro merita di essere seguita.
Toni Cosenza
Aeroporto “L. Bourlot” Vigna di Valle
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