L’Associazione Culturale Laes fondata da Michele Quaranta propone l’affascinante itinerario attraverso il ventre di Napoli.
Accompagnati dallo stesso prof. Quaranta scendiamo i circa 250 gradini che conducono alla città inferiore scavata dall’uomo 45 secoli fa e sfruttata per l’estrazione di pozzolana, lapilli e tufo giallo utilizzato per la costruzione della Napoli greco-romana e successivamente Angioina, Aragonese, Spagnola, Borbonica, Unitaria...
Attraversiamo cavità ipogee, passaggi e gallerie intercomunicanti fra castelli e fortezze, lungo un labirintico acquedotto utilizzato nel corso dei secoli per l’approvvigionamento di ville romane, come quelle di Lucullo e di Pollione, quartieri spagnoli, residenze nobiliari e palazzi della borghesia napoletana fino a tutto il 1800. Siamo nel ventre di Napoli trasformato negli anni della II Guerra Mondiale in rifugio antiaereo. L’emozione qui è grande. Qui sotto trovavano ricovero circa quattromila persone: mamme con bambini piccoli, disabili e persone anziane incapaci, al termine delle incursioni, di affrontare la risalita, obbligate quindi a restare qui sotto per mesi.
Lungo le mura Michele Quaranta ci mostra pagine di storia graffite dai ricoverati: simboli sacri, date, dediche (Aldo e Marisa oggi sposi), caricature di Mussolini, di Charlot, di Hitler, bandiere, militari, barche, sommergibili, aerei e scene di bombardamenti.
Iniziato in Via S. Anna di Palazzo 52 (Sede operativa Laes), il percorso termina dopo circa un’ora sulla frequentatissima Via Chiaia pullulante di turisti ignari di quanto esistente nel sottosuolo.
E’ da oltre 30 anni che Michele Quaranta si dedica alla sua Napoli sotterranea, progetto che ha fatto conoscere al mondo intero. Il suo è stato un percorso faticoso, a volte ostacolato dalla burocrazia. “Tutto ciò che è stato fatto qui sotto - fa osservare Quaranta - è frutto di volontariato, mio e dei soci dell’Associazione che presiedo. Abbiamo scavato con le mani tonnellate di detriti e rifiuti. Ancora ci sarebbe da fare. Mancano fondi. Come ti giri senti dire: ‘Non ci sono soldi’. La nostra - dice indicando articoli ed attestati - è un’associazione di primaria importanza culturale riconosciuta dalla legge” E aggiunge: “Così come il Ventre di Parigi, Londra o Berlino, il nostro è un sito di grande interesse storico. Qui sotto sono scese le televisioni di mezzo mondo. Rai e National Geografic comprese La De Agostini, per dirne una, ha realizzato un servizio televisivo pubblicato anche su You Tube. L’acustica, qui, è poi perfetta. E’ possibile ospitare mostre, concerti, meeting e conferenze. Ultimamente, un gruppo di 50 manager statunitensi, guidati dall’operatore turistico Ettore Cucari, Presidente Fiavet Campania-Basilicata, è rimasto affascinato”.
Lavoro encomiabile, da sostenere e promuovere, questo di Michele Quaranta, basato sulla volontà di fare bene per la propria città, e per far conosce meglio le proprie origini agli stessi napoletani.
Toni Cosenza
Info: Napoli sotterranea: Associazione Laes (Libera Associazione Escursionisti Sottosuolo)
Via S. Teresella degli Spagnoli, 24 -80132 Napoli Te. 081 400256 - Cell. 333 97 29875
www.lanapolisotterranea.itlaes@lanapolisotterranea.it
ITALIAN AIR FORCE MUSEUM
Il Museo Storico dell’Aeronautica Militare di Vigna di Valle
Il Lago di Bracciano è di per sé un’affascinante meta turistica: castelli, riserve naturali, acque limpide, archeologia, campings, spiagge sabbiose, mini crociere, sport, folclore, buon cibo e la cordiale accoglienza che caratterizza gli abitanti di Anguillara, Bracciano e Trevignano, i tre borghi medioevali adagiati sulle sponde del mitico specchio d’acqua, rendono la vacanza oltremodo piacevole.
Un’idea valida tutto l’anno
Fiore all’occhiello dell’offerta turistico-culturale del comprensorio laziale è il Museo Storico dell’Aeronautica Militare di Vigna di Valle, che ha organizzato una conferenza stampa presentata dal Comandante dell’Aeroporto, Colonnello Alessandro Gresta, presentata dal Direttore della prestigiosa istituzione, Tenente Colonnello Massimo Mondini, il cui tema era Il Museo Etico tra Storia e Innovazione.
“Finalità del progetto - ha sottolineato Massimo Mondini - sono la qualità nell’accoglienza e la fidelizzazione di già conosce la struttura, che intende promuovere sempre nuove iniziative: mostre, convegni, filmati, solidarietà, eventi istituzionali e presentazione del territorio. Così operando, il Museo non trascurerà mai il visitatore, verso cui, oggi più che mai, vanno indirizzate particolari attenzioni. Ecco spiegata l’eticità del progetto che comprende l’avviato processo analitico teso ad individuare il target dei frequentatori. La sfida è: differenziare il pubblico fra offerte e strategie mirate, affinché ognuno diventi partner attivo del programma”.
Da quanto emerso dal cordiale incontro, compito della struttura è soprattutto raccogliere, restaurare, conservare, esporre e valirizzare il materiale aeronautico storico-scientifico ivi esistente. Come ad esempio l’originale pallone aerostatico più antico del mondo, la cui storia, o leggenda che sia, risale al 16 dicembre 1804, giorno dell’incoronazione di Napoleone, primo imperatore dei Francesi, quando per celebrare l’evento il colonnello Garnerin, aeronauta e costruttore di mongolfiere, fece volare dallo spazio antistante la cattedrale di Notre Dame il gigantesco pallone, il quale, sospinto da forti correnti, cadde proprio alle porte di Roma. La collezione presenta, comunque, ben altri cimeli: a comunciare dal barchino idroplano progettato dagli ingegneri del Genio, Gaetano Arturo Crocco e Ottavio Ricaldoni, che in gran segreto progettarono e fecero volare qui nel 1908, l’N1, primo dirigibile militare italiano. Fra i pezzi rari della collezione di velivoli (nome coniato dal D’Annunzio), curato dallo staff dell’AM coordinato dall’instancabile Mondini, suscitano ammirazione negli appassionati e nelle scolaresche che ogni giorno dell’anno affollano gratuitamente il Museo, che mette a disposizione anche aree attrezzate per pic-nic e passeggiate nel verde. Fra i numerosi reperti ammirat spiccano l’italiano Caproni CA.3 e il Macchi Handriot HD1 (entrabi del 1946) appartenuto all’asso Flavio Torello Baracchini; il velocissimo Ansaldo SVA5 interamente costruito in Italia nel 1917, divenuto leggendario per aver effettuato voli memorabili, primo fra tutti quello su Vienna del 9 agosto 1918, compiuto dalla Squadriglia Serenissima al comando di Gabriele D’Annunzio.
E poi trimotori, idrobiplani come il SIAI S 56 con galleggianti alari costruito nel 1929 dall’Ing. Marchetti; e quanto altro inerente il volo, fino alla nascita dei temibili Spitfire MK IX inglesi del 1936; dei moderni FIAT G55 Centauro del 1942; degli Stinson L5 Sentinel USA dello stesso anno; dei PD 808 del 1964 (unico aereo da trasporto a reazione nato in Italia); dei Panavia Tornado (Germania-GB-Italia) del 1974. E ancora velivoli di legno e tela, motori, equipaggiamenti e strumentazioni, tutto amorevolmente restaurato e nesso a punto con dedizione maniacale dal personale volontario; nonché l’ampio settore didattico dedicato alle grandi Crociere di massa di Italo Balbo e le Imprese polari di Umberto Nobile,
L’inestimabile patrimonio rappresenta la testimonianza della passione che gli aviatori di tutte le epoche hanno messo a disposizione della collettività contribuendo alla sicurezza e al progresso tecnologico del Paese. Il museo, oltre a vivere della sua storia, è uno spazio multifunzionale fatto di scambi culturali, di business e luogo di formazione. Per far si che il processo di crescita possa svilupparsi armonicamente vi è la necessiutà di cercare nuove sinergie e collaborazioni esterne per poter crescere e pesare il meno possibile sul bilancio pubblico. Nobile intento per una nobile missione che nel presente e nel futuro merita di essere seguita.
Toni Cosenza
Aeroporto “L. Bourlot” Vigna di Valle
Via Circumlacuale - 00062 Bracciano (Roma)
Tel/fax: 06/99887509
aeromuseo@aeronautica.difesa.it